Con il progresso tecnologico, gli obiettivi del governo e il numero crescente di attori sul mercato, la mobilità elettrica in Italia sta evolvendo molto rapidamente. Il mercato italiano infatti si sta consolidando e lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica è in costante crescita. Dalle immatricolazioni ai concreti obiettivi di rete, il punto di svolta della mobilità elettrica è ormai vicino.

Vediamo insieme i numeri principali di questo mercato.

Il mercato veicoli nel 2025

+15%: la crescita stimata delle BEV

Le proiezioni per l’intero 2025 indicano che i veicoli 100% elettrici (BEV) si muoveranno su un tasso di crescita stimato intorno al +15% su base annua. Questa progressione conferma la tendenza positiva del settore, nonostante le dinamiche incerte legate agli incentivi. Si evidenzia infatti una maggiore propensione all’acquisto, specialmente in concomitanza con l’introduzione degli Ecobonus che via via si presentano, come ad esempio è avvenuto sia nel 2024 che nel 2025.

7%: la quota di mercato stimata delle BEV

La penetrazione delle BEV nel mercato automobilistico italiano si attesta su una quota stimata tra il 6% e il 7% delle immatricolazioni totali per il 2025. Ampliando la prospettiva, la quota totale dei veicoli ricaricabili (Plug-in e BEV) supera stabilmente il 10% del mercato, sottolineando l’importanza di queste motorizzazioni per la transizione energetica.

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Le infrastrutture di ricarica nel 2025

70.000: i punti di ricarica pubblici

L’Italia ha compiuto progressi significativi nella rete pubblica, superando la soglia di 70.000 punti di ricarica aperti al pubblico. L’accelerazione è dovuta in gran parte al finanziamento del PNRR e agli investimenti privati, garantendo una maggiore densità lungo gli assi autostradali e nei centri urbani. La qualità della rete sta migliorando, con una crescente presenza di stazioni a corrente continua (DC) ad alta potenza.

500.000: punti di ricarica privati

La ricarica domestica rimane l’opzione preferita dagli automobilisti. Si stima che l’Italia ospiti circa 500.000 punti di ricarica privati, incluse le wallbox domestiche e aziendali. Questo numero è vitale, poiché si ritiene che oltre il 90% delle ricariche avvenga in contesti privati.

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3.000: numero di richieste di adesione alla Sperimentazione ARERA nel 2024

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha promosso una sperimentazione (Delibera 541/2020/R/eel) per incentivare la ricarica domestica nelle ore notturne e festive, per consentire ai clienti con contatori fino a 4,5 kW di disporre gratuitamente di una potenza aumentata fino a 6 kW nelle fasce orarie notturne e nei giorni festivi. Nel corso del 2024, sono state registrate circa 3.000 richieste al GSE. L’iniziativa, che mira a far risparmiare agli utenti tra i 60 e 200 euro all’anno evitando i costi fissi per l’aumento di potenza, è stata prorogata fino a giugno 2027.

Obiettivi e previsioni

115.000: numero di punti di ricarica pubblici da raggiungere entro il 2030

Il PNRR e gli obiettivi nazionali fissano un target ambizioso di circa 115.000 punti di ricarica pubblici da raggiungere entro il 2030. Tale sviluppo è cruciale per supportare la crescita attesa del parco circolante elettrico e garantire la capillarità del servizio su tutto il territorio.

12% dei punti di ricarica Ultra-Fast (>150 kW) entro il 2035

Per il futuro, l’attenzione si sposta sulla potenza. Entro il 2035, si prevede che le colonnine Ultra-Fast (con potenza pari o superiore a 150 kW) raggiungeranno il 12% del totale dei punti di ricarica pubblici. Questo consentirà ricariche veloci, riducendo le soste lunghe a un massimo di 20-30 minuti, essenziali per la lunga percorrenza.

5,8 Milioni: numero di punti di ricarica previsti entro il 2035

In uno scenario ottimistico di forte adozione dell’elettrico, le proiezioni indicano che l’Italia potrebbe avere un totale di 5,8 milioni di punti di ricarica (pubblici e privati) operativi entro il 2035. La maggior parte (circa l’80%) sarà costituita da ricariche private, evidenziando il ruolo centrale della ricarica a casa.

40%: lo squilibrio tra Nord e Sud nelle infrastrutture

Nonostante la crescita complessiva, il principale ostacolo rimane lo squilibrio infrastrutturale: oltre il 60% delle colonnine è concentrato nelle regioni del Nord Italia, in particolare in città di grandi dimensioni come Milano. Questo lascia il Sud e le Isole con un deficit di circa il 40% rispetto al Nord. Il superamento di questo divario è la priorità strategica per assicurare un accesso equo alla mobilità elettrica a livello nazionale.

Fonti: Motus-e e UNRAE.

Conclusioni

Il 2025 è l’anno del consolidamento: la crescita stimata del +15% delle BEV e l’espansione della rete a oltre 70.000 punti di ricarica pubblici dimostrano che la transizione è in pieno svolgimento. La ricarica privata, sostenuta da 500.000 wallbox e facilitata da iniziative smart come la sperimentazione ARERA, rafforza l’adozione domestica.

La prossima fase richiederà efficienza e focus sul riequilibrio territoriale.

 

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