Ci sono tante domande che accompagnano la scelta di acquistare un veicolo elettrico: quanto costa, come lo ricarico, che modello scelgo e quanto ci metto a fare il “pieno”. Sono domande di cui abbiamo parlato nel nostro blog e che corrispondono ai dubbi più frequenti di chi si approccia a questo nuovo mondo. Entrando un po’ di più nel dettaglio però, le domande solitamente diventano più specifiche e in questo articolo rispondiamo proprio a uno di questi dubbi pratici. Cosa bisogna sapere sui cavi di ricarica per auto elettriche? Abbiamo analizzato questo tema e creato questa guida completa.

Ricarica AC e ricarica DC: le differenze principali

La prima cosa da sapere per avere tutte le informazioni su questo tema è che esistono due tipi (e velocità) di ricarica e che questi corrispondono a due cavi di ricarica diversi. 

Ricarica AC (Alternating Current)

La ricarica AC è quella definita come “lenta”, quella che solitamente arriva ad una potenza massima di 22 kW. È importante sapere che la corrente che le batterie delle auto possono immagazzinare è la corrente DC (Direct Current), per cui ogni auto è dotata di un convertitore dedicato per trasformare la corrente AC (lenta) in quella DC, in modo completamente impercettibile per l’utilizzatore. Questo sistema prende il nome di Caricatore di Bordo ed è un componente con un limite fisico di potenza (ad esempio di 7,4 kW o 11 kW). Se la stazione di ricarica eroga 22 kW ma il caricatore di bordo dell’auto è da 11 kW, l’auto caricherà a 11 kW.

Quale cavo serve? Il cavo da utilizzare per questa modalità è chiamato Cavo di Tipo 2. Questi cavo hanno due uscite: una che va collegata alla stazione e una direttamente all’auto. Nel caso della ricarica pubblica lenta, è quasi sempre necessario avere a disposizione un cavo come questo e solo in alcuni casi il cavo è già integrato, ad esempio se scegli di installare una stazione di ricarica a casa – rendendo tutto più semplice nella gestione.

 

Nel caso della ricarica AC, esistono due tipo di modalità. Modalità di ricarica 3, quella usata con qualsiasi wallbox, sia pubblica che privata e Modalità di ricarica 2, definita carica di emergenza con “carichino”. Leggi questo articolo per saperne di più.

 

Ricarica DC (Direct Current)

Questa è la ricarica più veloce, spesso utilizzata per la ricarica in autostrada o presso alcuni hub particolari in zone di sosta o strutture ricettive. In Italia la rete è in espansione continua e negli ultimi anni si è concentrata proprio su questo tipo di ricarica rapida. A livello tecnico il funzionamento è opposto rispetto alla ricarica AC: Il processo di conversione avviene all’interno della colonnina stessa, inviando energia già trasformata direttamente alla batteria.

In questo caso non è necessario usare alcun cavo di ricarica, tutte le stazioni hanno un cavo dedicato già integrato, trattandosi di cavi particolarmente spessi e ingombranti. In Europa, il cavo per la ricarica veloce si chiama CCS Combo 2.

>> Leggi il Glossario della mobilità elettrica per avere un riepilogo di tutti i termini più frequenti legati alla ricarica.

 

Dove si acquistano i cavi di ricarica? 

Come abbiamo visto, nella maggior parte dei casi, non avrai bisogno di acquistare cavi aggiuntivi per la ricarica, ma vediamo le possibilità che si presentano.

Se hai una stazione di ricarica domestica, puoi scegliere una wallbox con il cavo integrato; questa soluzione è consigliata soprattutto se il luogo di installazione è privato e inaccessibile ad altri. 

Se preferissi per qualsiasi motivo installare invece una wallbox senza cavo o se non avessi la possibilità di installare un punto di ricarica domestico, puoi contare sul cavo di ricarica dato in dotazione insieme all’auto. Tranne alcune particolari eccezioni, le case automobilistiche includono un cavo nell’acquisto dell’auto. I cavi per la ricarica pubblica in AC, come abbiamo visto, sono universali e funzioneranno con tutte le stazioni di ricarica. Ricordiamo invece che per la ricarica in corrente continua (DC) non è richiesto nessun cavo speciale, essendo sempre integrato con le stazioni di ricarica pubblica. 

 

Molti brand (specialmente nel segmento premium o entry-level) stanno iniziando a scorporare il "carichino" (Modo 2) o il cavo Tipo 2 (Modo 3) per ridurre il prezzo di listino. Consigliamo di verificare sempre nel contratto di acquisto.

 

Vorresti comunque avere un cavo di ricarica aggiuntivo? Procurarsene uno è molto semplice. Le grandi catene di accessori auto e fai-da-te ne hanno in catalogo, così come retailer online oppure direttamente tramite il produttore auto. Se decidi di acquistarlo in autonomia, consigliamo di controllare le recensioni e le certificazioni europee.  

 

Come scegliere un cavo di ricarica? 

Una volta individuata la necessità e appurato che un cavo aggiuntivo è necessario, ci sono ancora alcune cose da definire. 

La più semplice e immediata è la lunghezza del cavo. Normalmente le opzioni disponibili sono i cavi da 5 o da 7 metri, ma in commercio si trovano cavi che arrivano fino a 10 metri, per le situazioni particolarmente estreme. Fai delle prove considerando da che lato si trova lo sportellino del vano di ricarica, se è a destra o a sinistra, e valuta un supporto a muro per il cavo di ricarica per avere più ordine quando lo riponi. In alternativa esistono dei cavi spiralati, che potrebbero essere più comodi da utilizzare in quanto occupano meno spazio.

La seconda valutazione da fare è relativa alla potenza massima accettata dal tuo veicolo. Non tutte le auto accettano la stessa potenza, alcune arrivano fino a 7,4 kW e altre superano gli 11 o 22 kW. Questa informazione è visibile nelle schede tecniche e questo determina il tipo di cavo da considerare come cavo aggiuntivo. I cavi di ricarica AC si dividono principalmente in monofase (fino a 7,4 kW) e trifase, con standard da 16A (11 kW) o 32A (22 kW). La velocità effettiva dipende dal caricatore di bordo dell’auto, ma scegliere un cavo trifase da 32A garantisce massima versatilità e compatibilità futura con ogni colonnina o veicolo.

>> Leggi anche: Come calcolare il tempo di ricarica di un veicolo elettrico

 

Orientarsi nel mondo della ricarica può sembrare complesso all’inizio, ma la distinzione tra AC e DC è la bussola che ti permetterà di gestire ogni viaggio senza stress. Ricorda che la ricarica AC è la tua migliore alleata per la salute della batteria e per il portafoglio durante le soste lunghe, mentre la ricarica DC è il “turbo” indispensabile per i tuoi viaggi autostradali. Investire in un buon cavo di ricarica Tipo 2 da 32A e in una stazione di ricarica per il tuo garage non è solo una questione di comodità, ma un modo per rendere l’esperienza con la tua auto elettrica fluida, ordinata e pronta a ogni evoluzione tecnologica futura.

 

Domande frequenti

No. Le ricariche Fast (DC) utilizzano cavi ad alta potenza che sono sempre attaccati alla colonnina. Il tuo cavo personale Tipo 2 serve esclusivamente per le ricariche in corrente alternata (AC) da usare per Wallbox o colonnine urbane.

Non succede nulla di negativo. L’auto preleverà solo la potenza massima che il suo caricatore di bordo può gestire (in questo caso 11 kW). Usare un cavo con portata maggiore è una scelta sicura e consigliata per la compatibilità futura.

Sì, i cavi di ricarica e i connettori sono progettati con certificazioni di impermeabilità (solitamente IP54 o superiore). È tuttavia consigliabile evitare che i connettori cadano in pozzanghere profonde e, se possibile, riporre il cavo su un supporto a muro quando non in uso.

Assolutamente no. Le comuni prolunghe domestiche non sono progettate per gestire carichi elettrici così elevati per molte ore. Se hai bisogno di più raggio d’azione, acquista un cavo di ricarica specifico più lungo (es. 7 o 10 metri).

È una misura di sicurezza per proteggere la batteria. In AC, questo rallentamento è molto meno evidente perché le potenze in gioco sono inferiori.