Segnaletica stradale per veicoli elettrici: le novità in arrivo
La rivoluzione della mobilità elettrica in Italia non passa solo attraverso l’installazione di nuove colonnine, ma anche dalla loro visibilità e accessibilità. Trovare un punto di ricarica è fondamentale, ma lo è altrettanto sapere che quel posto sarà libero e correttamente segnalato.
Recentemente, un importante accordo tra Motus-E (l’associazione che raggruppa gli stakeholder della mobilità elettrica) e Assosegnaletica ha acceso i riflettori su un tema spesso sottovalutato: l’uniformità della segnaletica stradale per i punti di ricarica. L’obiettivo è chiaro: garantire che le infrastrutture siano facilmente individuabili e che le regole di sosta siano rispettate su tutto il territorio nazionale, eliminando la confusione che oggi regna tra comuni diversi.
In attesa di una standardizzazione definitiva, chi guida un’auto elettrica in Italia deve sapersi orientare tra i segnali attuali.
In attesa di ulteriori aggiornamenti in merito, ecco una guida completa alla segnaletica per veicoli elettrici.
Il segnale di “Stazione di ricarica”
Il segnale principale è quello di indicazione, solitamente di colore blu o verde. Presenta il simbolo classico di un distributore di carburante, ma con una spina elettrica al posto della pompa o accanto ad essa.
Questo cartello indica la presenza di una colonnina nelle vicinanze o all’interno di un’area di servizio. Le modalità di preavviso possono essere varie ma questi cartelli possono essere accompagnati da una freccia e dalla distanza (ad esempio 500 m), per indicare dove svoltare per raggiungere la destinazione.
Segnali di sosta e divieto
Questa è la parte più critica per evitare sanzioni. I posti riservati alla ricarica sono segnalati da un cartello di “P di Parcheggio” integrato da un pannello aggiuntivo.
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Il simbolo del veicolo elettrico: un’auto stilizzata con un cavo e una spina. Indica che lo stallo è riservato esclusivamente ai mezzi a zero emissioni.
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La dicitura “Eccetto veicoli elettrici in ricarica”: attenzione a questo dettaglio. Il posto non è un “parcheggio” per auto elettriche, ma uno stallo dedicato alla manovra di ricarica. Se l’auto è parcheggiata ma non collegata alla colonnina, si è soggetti a multa e rimozione forzata.
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Limiti temporali: In molte città, la sosta è consentita solo per il tempo necessario alla ricarica (spesso massimo 1 ora dopo il termine del rifornimento, tranne nelle ore notturne tra le 23:00 e le 7:00, salvo diverse disposizioni locali).
>> Leggi anche: Come funziona la ricarica pubblica: guida completa
Segnaletica orizzontale (le strisce a terra)
Oltre ai cartelli verticali, spesso le zone dedicate alla ricarica dei veicoli elettrici sono visibili anche grazie ai colori o segnaletiche sull’asfalto.
In Italia, gli stalli riservati alla ricarica sono generalmente delimitati da strisce gialle, che indicano un uso riservato a categorie specifiche. Spesso il simbolo dell’auto elettrica è dipinto direttamente sul fondo dell’asfalto, talvolta su sfondo verde o blu, per aumentarne la visibilità e scoraggiare l’occupazione abusiva da parte di auto termiche.
È importante ricordare però che la segnaletica verticale (segnale di divieto) è quella effettivamente obbligatoria. Per essere valido ai fini delle sanzioni per divieto di sosta (Art. 158 del CdS), lo stallo deve avere il cartello verticale. Se c’è solo il disegno a terra ma manca il cartello, la multa è contestabile.
Segnaletica per i servizi ausiliari
Con l’evoluzione della rete, iniziamo a vedere sempre più segnali specifici per:
- Hub di ricarica Ultra-Fast: segnali che indicano stazioni ad alta potenza, ideali per i lunghi viaggi.
- Wallbox installate in luoghi soggetti alla prevenzione incendi. Le autorimesse condominiali sono l’esempio principale in questo caso: secondo la normativa vigente, le stazioni di ricarica installate in condominio devono essere indicate tramite un’apposita segnaletica.
Perché l’accordo Motus-E con Assosegnaletica è importante?
Oggi in Italia capita di trovare segnali diversi da provincia a provincia. L’iniziativa nata dalla collaborazione tra Motus-E e Assosegnaletica mira a spingere il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti verso un aggiornamento del Codice della Strada.
Una segnaletica univoca e chiara significa un miglioramento da vari punti di vista. Possiamo infatti aspettarci meno abusivismo – chi guida un’auto tradizionale non avrà più scuse per occupare gli stalli – ma allo stesso tempo possiamo anticipare una riduzione della cosiddetta “ansia da autonomia”: grazie a questi aggiornamenti e all’instaurarsi di nuove abitudini, trovare una colonnina sarà intuitivo come trovare un benzinaio.
Passare all’elettrico significa anche imparare un nuovo linguaggio stradale. Rispettare la segnaletica non serve solo a evitare multe, ma è un gesto di rispetto verso tutta la comunità di utenti elettrici.