Il 2026 si prospetta come l’anno della svolta per la vita negli edifici italiani. Con il deposito della proposta di legge AC 2692 (nota come “Legge Gardini”), il condominio torna al centro dell’agenda legislativa con l’obiettivo di colmare le lacune della precedente riforma del 2012.

Questo testo, nonostante si tratti ancora di una proposta, punta a una professionalizzazione profonda del settore, introducendo requisiti più severi, controlli indipendenti e una trasparenza finanziaria senza precedenti. Ecco una guida completa alle principali novità che cambieranno il modo di abitare e amministrare.

1. Amministratori: nessuna improvvisazione

La riforma segna la fine dell’era del “fai-da-te” per la gestione di patrimoni di valore come i condomini. Questi al momento sono i cambiamenti principali previsti dalla riforma.

  • Obbligo di laurea: per esercitare la professione sarà necessaria una laurea (anche triennale) in materie economiche, giuridiche, scientifiche o tecnologiche.
  • Clausola di salvaguardia: gli attuali professionisti iscritti ad albi o ordini (come geometri, periti o ragionieri) potranno continuare a operare grazie a una deroga specifica.
  • Elenco nazionale: verrà istituito un elenco pubblico presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’esercizio della professione senza iscrizione sarà punito con sanzioni pecuniarie significative.
  • Assicurazione obbligatoria: al momento dell’accettazione dell’incarico, l’amministratore dovrà presentare una polizza di responsabilità civile professionale.

2. Il revisore condominiale: un nuovo “controllore” indipendente

Una delle novità più dirompenti è l’introduzione di una figura terza e indipendente incaricata di verificare la contabilità del condominio. Il ruolo del revisore è quello di certificare la correttezza dei rendiconti e rispondere personalmente del proprio operato. La nomina è prevista per i condomìni con oltre 20 condòmini (o unità immobiliari) e l’incarico dura due anni (non rinnovabile tacitamente).

L’obbligo di revisione contabile richiesto dalla riforma Gardini spinge il settore verso standard qualitativi elevatissimi. In questo contesto di crescente complessità, la capacità del revisore di analizzare non solo i conti, ma anche l’impatto delle nuove tecnologie, diventa fondamentale. Proprio di questo approccio integrato abbiamo discusso in una nostra recente intervista sul Giornale del Revisore, dove abbiamo esplorato le sfide normative e tecniche della ricarica elettrica nei condomìni, un tema che richiede competenza e visione strategica per valorizzare il patrimonio immobiliare.

>> Leggi anche: Guida per amministratori: come gestire la ricarica dei veicoli elettrici in condominio

3. Trasparenza finanziaria e sicurezza

Per contrastare opacità e abusi, la riforma impone una tracciabilità totale dei flussi di cassa. Queste sono le modalità proposte per raggiungere questo risultato.

  • Conto corrente dedicato: tutti i pagamenti, sia in entrata che in uscita, devono transitare obbligatoriamente su un conto specifico intestato al condominio.
  • Divieto di contanti: viene sancito il divieto assoluto di versamenti manuali per le quote condominiali.
  • Pignorabilità del conto: un punto controverso prevede che i creditori possano agire direttamente sul conto condominiale per l’intero importo dovuto, rendendo fondamentale la regolarità dei pagamenti da parte di tutti.

Infine, il condominio moderno deve essere sicuro e sostenibile. La proposta introduce l’obbligo di una certificazione annuale della sicurezza delle parti comuni (ascensori, impianti antincendio, solai) affidata a società specializzate.

La riforma del condominio rappresenta quindi un grande cambiamento e prepararsi oggi significa garantire valore e maggiore sicurezza per tutti i condòmini in futuro.

 

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