Se l’ordine del giorno della tua prossima assemblea include il tema delle auto elettriche, questi sono 4 domande frequenti da conoscere per evitare errori di valutazione e falsi miti.

Il tema della mobilità elettrica è ancora polarizzante. Tra falsi miti e continue innovazioni, è consueto guardare al mondo delle auto a zero emissioni con dubbi di tutti i tipi.

In questo articolo facciamo riferimento a una situazione specifica, ovvero quella delle assemblee condominiali. Se infatti, nel caso delle abitazioni indipendenti è facile gestire una soluzione di ricarica privata, per i parcheggi condominiali si prevede spesso di parlarne durante l’assemblea dei condòmini.

Se stai per partecipare ad un’assemblea o sei un’amministratrice o amministratore, continua a leggere per avere un’anticipazione di quali saranno le domande più frequenti e gli errori comuni.

1. Le auto elettriche possono entrare nei parcheggi sotterranei?

Risposta breve: sì. Si fa spesso confusione tra auto a GPL ed elettriche riguardo alla sicurezza nei parcheggi. Le auto a GPL, a causa della densità del gas che tende a depositarsi al suolo, possono accedere solo ai parcheggi fuori terra e al primo piano interrato. Al contrario, le auto elettriche non presentano rischi di incendio superiori ai modelli a benzina, come confermato da diversi studi, e possono quindi accedere liberamente a tutti i piani dei parcheggi, inclusi quelli interrati più profondi.

2. Le auto si possono caricare nei parcheggi sotterranei?

Certamente. Un altro errore molto frequente è quello di non interpretare correttamente la normativa relativa alla ricarica nei parcheggi interrati. Ci sono infatti delle modalità vietate secondo la Circolare dei Vigili del Fuoco, ma si tratta di casi particolari. Le auto elettriche si possono infatti ricaricare in totale sicurezza rispettando questi requisiti:

  • utilizzare una stazione di ricarica fissa (non sono ammessi caricatori portatili o prese schuko)
  • prevedere un progetto elettrico dedicato che certifichi il collegamento dell’impianto di ricarica con il sistema di sgancio antincendio
  • segnalare la stazione di ricarica tramite una cartellonistica apposita

In questa sezione si fa riferimento ai parcheggi soggetti alla normativa di Prevenzione Incendi, normalmente presente in tutti i parcheggi con un numero uguale o superiore ai 10 posti auto.

3. Se qualcuno installa un punto di ricarica nel parcheggio condominiale, devono pagare tutti?

La risposta in questo caso dipende dal tipo di stazione di ricarica. Se si parla di una colonnina comune o colonnina condominiale – spesso installata nel cortile condominiale o in un’altra zona con accesso comune – è molto probabile che i costi siano a carico di tutti i condòmini. Spesso questa soluzione viene scartata perché, oltre al costo che ricade su tutti, richiede una suddivisione manuale dei costi da attribuire ai singoli utilizzatori. 

Le altre soluzioni di ricarica sono quelle scelte con più frequenza sia perché non richiedono una spesa comune, sia perché coinvolgono solamente i condòmini interessati e richiedono meno interventi manuali da parte degli amministratori dell’edificio.  

LA SOLUZIONE PIÙ COMODA

Esiste anche una soluzione a costo zero per l'edificio che segue il modello spesso utilizzato per la fibra: la predisposizione di un'infrastruttura di ricarica a carico di un'azienda esterna. Chi è interessato a caricare dovrà semplicemente fare una richiesta di allaccio e gli interventi saranno minimi.

4. Ognuno deve gestire la ricarica tramite il proprio contatore privato?

Questo punto si ricollega a quello precedente. Esistono alcune soluzioni tra cui scegliere per dotare i condomini di infrastrutture di ricarica. 

Oltre alla già menzionata colonnina condominiale, si può scegliere di installare dei punti di ricarica singoli, ognuno collegato al proprio contatore privato. Anche se questa soluzione viene percepita come la più immediata, non è adatta a parcheggi auto numerosi, in quanto comporterebbe un ingorgo di cavi che a lungo andare non lascia più spazio alle successive installazioni. 

Arriviamo quindi alla terza soluzione: un’infrastruttura dedicata e indipendente dal resto degli impianti elettrici. Si tratta di una predisposizione formata da un contatore gestito da un operatore esterno, un quadro elettrico dedicato, pensato per essere ampliato man mano che le richieste aumentano, e infine i punti di ricarica singoli nei box o posti auto privati. Si evita il rischio di non avere abbastanza spazio per tutti, la gestione dei consumi avviene in modo automatico e i costi non ricadono su chi non usa l’infrastruttura

>> Nel caso di una soluzione ChargeGuru, questa predisposizione è gratuita, per garantire ai condomini di installare il proprio punto di ricarica collegandolo all’infrastruttura. 

 

CONSIGLI DA GURU

Da giugno 2026, se il condominio affronta una ristrutturazione che coinvolge il parcheggio o l'impianto elettrico, dovrà garantire la copertura per la ricarica elettrica. L'obiettivo è una progressione che porti alla copertura totale del fabbisogno di ricarica entro il 2030.

Esistono soluzioni sul mercato, come quella di ChargeGuru, che non solo si occupano di tutto questo, ma gestiscono anche tutte le singole richieste di allaccio all’impianto esistente e la fatturazione iniziale e mensile delle ricariche.