Installazione colonnine di ricarica: regolamento condominiale e dubbi frequenti
Il regolamento condominiale per l’installazione di colonnine di ricarica per auto elettriche può essere molto complicato. In questo articolo abbiamo riassunto i punti che normalmente generano più dubbi.
1. Il diritto all’uso della cosa comune: cosa significa “non impedire l’uso agli altri”
Come riportato nella guida di Motus-e, il regolamento condominiale prevede che ogni condòmino possa installare un punto di ricarica privato, assicurandosi però che lo spazio comune rimanga fruibile anche dagli altri. Questo requisito risale all’Art. 1102 del Codice Civile.
Spesso l’assemblea nega il permesso temendo che un’installazione privata “occupi” troppo spazio o risorse. Analizziamo dal punto di vista pratico questo requisito:
- Occupazione fisica: la wallbox e le canaline non devono intralciare il passaggio o la manovra delle altre auto.
- Risorsa elettrica: il concetto di “uso paritario” non significa che tutti devono avere la stessa potenza oggi, ma che l’installazione di uno non deve rendere tecnicamente impossibile quella degli altri in futuro.
Come ovviare a questo vincolo? Tramite un’infrastruttura di ricarica che si struttura in modo centralizzato e indipendente dall’impianto elettrico esistente. Questo previene il “conflitto di spazio” che si creerebbe con decine di iniziative singole e disordinate.
Una volta chiarito che l’installazione è un diritto, purché non intralci gli altri, sorge però un secondo dubbio, spesso sollevato con preoccupazione durante le assemblee: la sicurezza dei locali.
2. Sicurezza antincendio: chi paga e cosa succede se il garage non è a norma?
Un punto critico che spesso blocca i lavori è quello legato alla sicurezza antincendio: una materia che può risultare particolarmente complicata.
È importante ricordare che l’installazione di una stazione di ricarica in autorimessa non è considerata dai Vigili del Fuoco come un’attività che aggrava il rischio incendi.
Tuttavia, è richiesto di seguire punti specifici per mantenere la massima sicurezza: rispettare queste regole significa non dover aggiornare il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) per la sola installazione di una wallbox.
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Cosa succede però se l’autorimessa non ha il certificato aggiornato? Facciamo chiarezza sulle responsabilità: il condominio è tenuto a mantenere aggiornato il CPI in nome di un requisito generale di sicurezza (che include la manutenzione degli estintori e la conformità dei locali), indipendentemente dalla presenza di stazioni di ricarica. La messa a norma generale dell’autorimessa è quindi a carico del condominio.
Oltre alla sicurezza documentale, c’è un altro aspetto pratico fondamentale da gestire: la capacità dell’impianto di reggere il carico elettrico senza far saltare la corrente a tutto il palazzo.
3. Gestione della potenza: serve un sistema intelligente?
L’obiezione classica all’installazione di punti di ricarica è: “Non c’è abbastanza corrente per tutti”. Se l’impianto di ricarica è collegato al contatore condominiale, il rischio di sovraccarico senza un sistema di bilanciamento è reale. Esistono però due vie:
Impianto privato: un condòmino collega la stazione al proprio contatore personale. Qui un sistema di bilanciamento carichi è essenziale per evitare che la ricarica faccia superare la potenza disponibile in casa.
>> Leggi anche: Qual è la potenza necessaria per ricaricare un’auto elettrica a casa?
Infrastruttura dedicata (modello condominiale ChargeGuru): si predispone un contatore separato a cui ognuno può collegarsi man mano che ne ha bisogno. La potenza e il bilanciamento vengono gestiti dall’operatore esterno tramite software dedicati che attribuiscono a ogni utente l’esatta potenza consumata, semplificando la ripartizione dei consumi.
4. Lavori condominiali e “diritto di subentro”
Il principio normativo: secondo l’Art. 1121 del Codice Civile, se un gruppo di condòmini installa a proprie spese un impianto “innovativo” (come un’infrastruttura di ricarica con impianto separato), i condòmini dissenzienti sono esonerati dalla spesa iniziale. Tuttavia, se in un secondo momento decidono di usufruirne, devono rimborsare pro-quota chi ha sostenuto l’investimento anni prima. Negli impianti tradizionali, questo meccanismo comporta calcoli complessi, rivalutazioni monetarie e spesso tensioni tra vicini per il riscatto delle quote di proprietà.
Per questo motivo, nonostante sia la soluzione tecnicamente ideale, spesso non viene considerata a causa dei costi iniziali elevati e delle difficoltà burocratiche.
La soluzione ChargeGuru: poiché l’investimento iniziale nell’infrastruttura comune è a carico dell’operatore, il problema del subentro viene eliminato alla radice. Non serve pagare alcuna quota di riscatto ai vicini.
I vantaggi per il condominio sono evidenti: l’impianto nasce già pronto per tutti e scalabile, senza che i “pionieri” debbano anticipare migliaia di euro e senza che i ritardatari debbano riscattare quote di proprietà dai condòmini della prima ora.
Domande Frequenti
Navigare tra leggi e regolamenti condominiali non è semplice, ma con le giuste informazioni e una tecnologia scalabile, la transizione elettrica diventa un’opportunità per tutti. Se hai ancora dei dubbi, ecco le risposte alle domande che ci sentiamo rivolgere più spesso.
No, l’assemblea non può vietare l’installazione di un punto di ricarica a un singolo condòmino, poiché è un diritto tutelato. Può però intervenire sulle modalità di esecuzione dei lavori per garantire che siano rispettati il decoro architettonico, la sicurezza dell’edificio e il diritto degli altri condòmini di fare un uso paritario delle parti comuni (come previsto dall’Art. 1102 c.c.).
La messa a norma generale dell’autorimessa (come la presenza di estintori o la conformità del Certificato di Prevenzione Incendi) è una responsabilità del condominio a prescindere dalla ricarica elettrica. Se l’installazione della stazione di ricarica segue le linee guida dei Vigili del Fuoco, non aggrava il rischio incendio e non richiede un nuovo CPI, quindi i costi di manutenzione straordinaria del garage restano a carico della collettività condominiale.
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