Direttiva Case Green (EPBD): cosa cambia per le colonnine in condominio
Abbiamo già visto in questo articolo quali sono le motivazioni principali per installare un’infrastruttura di ricarica in condominio. Le vendite di auto elettriche in aumento, gli incentivi in arrivo e le previsioni sull’andamento in Italia e in Europa di questa transizione, ci confermano che il futuro della mobilità sarà elettrico e che gli edifici devono essere pronti a questo grande cambiamento di abitudini.
In questo articolo ci focalizzeremo sugli obblighi che per legge richiedono agli amministratori condominiali di occuparsi della realizzazione di un impianto dedicato per la ricarica dei veicoli elettrici. La fonte di questi obblighi risiede nel Decreto Ministeriale 28/10/2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 283 del 5 dicembre 2025.
Il decreto, che entrerà in vigore il 3 giugno 2026, rappresenta una svolta: la ricarica dei veicoli elettrici non è più un “optional” per gli edifici, ma un requisito di legge vincolante che incide sulla conformità e sul valore dell’immobile.
Cosa cambia dal 3 giugno 2026
Il DM 28 ottobre 2025 sostituisce il precedente “Decreto Requisiti Minimi” del 2015. Funge da “ponte normativo” verso la direttiva europea EPBD IV (Case Green), rendendo obbligatoria l’integrazione della mobilità elettrica nella progettazione energetica. Vediamo quali sono gli obblighi relativi al tipo di edificio.
Condomini ed edifici residenziali
L’obbligo scatta per edifici con più di 3 posti auto (sia nuovi o sottoposti a ristrutturazione importante):
Tra i vari obblighi che il decreto richiede, quello relativo all’elettrificazione è l’obbligo di canalizzazione. È necessaria infatti la predisposizione per il 100% dei posti auto. Questa predisposizione comprende un nuovo contatore, un quadro elettrico dedicato e le relative tubazioni e spazi per quadri elettrici che possano supportare tutte le installazioni nei vari posti auto dedicati.
Non basta più predisporre solo una percentuale dei posti auto; l’intero garage deve essere pronto per accogliere una wallbox in ogni stallo senza ulteriori scavi o opere murarie pesanti in futuro.
Edifici non residenziali (Uffici, Hotel, Terziario)
Qui la norma è più stringente e distingue tra nuovi/ristrutturati ed esistenti:
| Tipologia edificio | Dimensione | Obblighi |
| Nuovi / Ristrutturazione | > 5 posti auto | Installazione di almeno 1 punto di ricarica e precablaggio per almeno il 50% dei posti. |
| Esistenti (senza lavori) | > 20 posti auto | Obbligo di installare punti di ricarica entro il 1° gennaio 2030 (con target intermedi). |
Quali sono i requisiti tecnici della Direttiva Case Green?
La normativa punta a modernizzare gli edifici per arrivare preparati all’avvento della mobilità elettrica. Se oggi la scelta di un’auto a batteria rappresenta una scelta minoritaria, un domani i numeri aumenteranno sempre di più, in linea con l’andamento attuale e con la spinta data dagli incentivi. Per questo motivo, il Decreto richiede che gli impianti dedicati alla ricarica dei veicoli rispettino determinati requisiti, per non dover intervenire ulteriormente in futuro. Come devono essere installati questi impianti?
- Ricarica Intelligente: il decreto impone che le infrastrutture supportino la modulazione della potenza. Non sono più ammesse semplici “prese”, ma sistemi che dialogano con la rete per evitare blackout.
- Prevenzione Incendi: resta fondamentale la Circolare VVF 2/2018. Per i parcheggi interrati, l’installazione richiede pulsanti di sgancio di emergenza e segnaletica specifica.
>> Leggi anche: Norme italiane per la ricarica elettrica nei condomini
A chi rivolgersi?
Per predisporre un impianto di ricarica nei condomini o negli edifici aziendali, l’amministratore o il gestore dell’edificio si deve rivolgere ad un’azienda specializzata negli impianti elettrici e in particolare nella ricarica dei veicoli elettrici. Per rispondere ai requisiti di ricarica intelligente e di rispetto della Circolare dei Vigili del Fuoco, è importante che la ditta incaricata conosca tutti gli hardware disponibili per la ricarica, il modo in cui possano dialogare tra di loro e che possano realizzare una progettazione elettrica dedicata per il rispetto di tutte le normative.
Chi copre i costi di questa infrastruttura?
Quando parliamo di interventi obbligatori per legge (nuova costruzione o ristrutturazione importante), il costo della predisposizione (tubi, quadri, passaggi) è a carico del condominio come parte delle spese di ristrutturazione. La ripartizione avviene per millesimi di proprietà, trattandosi di un adeguamento normativo dell’edificio.
Ci sono casi in cui questo costo non deve essere necessariamente sostenuto dal condominio, rischiando di gravare anche su residenti che non useranno l’impianto per molto tempo. Se il condominio contatta ChargeGuru, il costo dell’infrastruttura può essere zero. ChargeGuru si occupa di investire nell’impianto e stipula un accordo con coloro che già decidono di installare una stazione di ricarica privata. Questi ultimi, tramite un canone mensile, potranno usufruire dell’infrastruttura e della comodità della ricarica a casa.